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Toscana: dal tennis al padel tutti pazzi per lo sport di racchetta

Non più solo la terra rossa. Il sintetico del campo da padel spopola in tutta la Regione, con numeri incoraggianti che mostrano la crescita in ogni città. E Firenze si candida per un posto da leader nel movimento toscano

L’odore della terra rossa, il rumore secco delle corde che impattano la pallina, l’adrenalina e la tensione per ogni scambio giocato al massimo. Da sempre il tennis è uno degli sport più amati in Toscana, impossibile resistere al suo fascino: tanti i giovani talenti e gli appassionati che, quotidianamente, affollavano i circoli prima dell’emergenza sanitaria.

Eppure, da qualche tempo, al tennis si è affiancata un’altra disciplina, sempre di racchetta: il padel, con i campi disseminati oggi in tutta la Regione. Non si gioca più soltanto a Prato, come vi avevamo raccontato in uno speciale del 2016, e neanche solo nella provincia di Grosseto, con le prime strutture montate in quelle cittadine divenute mete estive dei vacanzieri romani. E che proprio a loro si deve la “scoperta” del padel nel litorale toscano, come all’Argentario.

A parlare la lingua che sta facendo impazzire tutta Europa sono città come Pistoia, Forte dei Marmi, Arezzo, Livorno, Pisa. Poi c’è Firenze, la città di Dante, che ben presto si è appassionata al “dolce stile” con cinque circoli dove il movimento è frizzante ed entusiasta, a usar le loro parole.

Nello storico CT Firenze, fondato nel 1898, le lezioni sono affidate ad Andrea Torricini, un passato da campione italiano di squash. L’amore per il padel scoppia nel 2016 e da allora è punto di riferimento per i soci che vogliono impararne i segreti. All’interno della gabbia, come ha ammesso il presidente Carlo Pennisi in un’intervista alla Federtennis, “sono già venuti a giocare diversi giocatori della Fiorentina e si stanno affacciando anche diverse donne, provenienti dal tennis ma anche da altre discipline come la pallavolo e la corsa”.

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A proposito di calciatori e padel, binomio vincente come ci raccontano le cronache soprattutto a Milano e Roma, ai tempi della Fiorentina c’era un Vincenzo Montella “paparazzato” diverse volte all’Olympus, club con quattro campi di cui due coperti.

A rivendicare i natali del padel nel fiorentino è il New Zodiac di Tavarnuzze, alle porte della città. “Tre anni fa ho montato i primi tre campi da padel al posto di quello da calcetto – racconta il proprietario Walter Parrini – grazie al prezioso consiglio del maestro spagnolo che allora insegnava tennis ai soci del circolo”. Un successo senza precedenti che ha spinto Parrini a costruirne altri tre di prossima inaugurazione e a coprire, con una tensostruttura, i più vecchi. “Abbiamo tantissime richieste di lezioni, tenute da quattro validi istruttori. Inoltre abbiamo giocatori a tutte le ore del giorno, dalle 10 alle 23 no-stop”.

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L’esplosione del movimento all’interno del New Zodiac si deve anche alla sua iscrizione al GiroPadel, il circuito per padelisti amatoriali che già nel 2018 aveva spopolato a Roma . “In poco tempo – racconta Parrini – abbiamo raccolto oltre 700 adesioni e, per accontentare tutti, ho chiesto alla Virgin di mettere a disposizione anche i suoi campi da padel”.

Chi meglio di tutti conosce l’evoluzione del movimento è Ariel Mogni, maestro argentino che da poco più di un anno si è trasferito a Firenze. Con un passato da giocatore di Serie A nel Gardanella dell’amico Gustavo Spector e con un’accademia di padel lanciata sempre a Milano, oggi si candida, con il Centro Padel Firenze, a divenire punto di riferimento per la città e la Toscana. “Quando mi sono trasferito qui avevo un po’ di paura – racconta per telefono alle 21 di sera, alla fine di una giornata gonfia di lezioni – perché, nonostante le strutture già installate, non era mai veramente esploso: tutti lo consideravano un gioco più che uno sport e perciò nessuno voleva fare dei corsi, preferendo buttarsi fin da subito nel campo da padel”.

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Ora, invece, la musica è cambiata. “Tutti vogliono fare lezione e accrescere il proprio livello, dei 100 soci che erano all’inizio ora sono più di 800”. Cinque campi da padel coperti, cinque istruttori a disposizione dei praticanti e una chat sempre attiva per organizzare partite, tornei e clinic per tutti gli appassionati, suddivisi in cinque categorie di gioco.

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Al Centro Padel Firenze è tanta la voglia di imparare i segreti del padel. “I colpi più amati e ambiti? Certamente quelli più spettacolari come lo smash, il por 3 o por 4 – ci confessa Mogni – ma richiedono grande tecnica e soprattutto, nel corso di un match, sono poco utilizzati. Per questo preferisco insistere, nelle mie lezioni, con i colpi base, la difesa, il vetro di fondo e, soprattutto, la bandeja”. La base su cui lavorare c’è, assicura il maestro argentino. E ci lascia con un pronostico: il padel toscano è destinato a volare alto.

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