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World Padel Tour, vi sveliamo i segreti della prima tappa italiana

A poche settimane dallo storico annuncio, si diramano le nebbie intorno all’organizzazione World Padel Tour: per le wild card sarà programmato un torneo con master finale. Da assegnare ancora la città che la ospiterà dal 31 agosto al 6 settembre

All’Italia una tappa del World Padel Tour. A distanza di quattro anni dal torneo-esibizione ospitato al Foro Italico durante gli Internazionali di tennis, il più importante circuito professionistico di padel farà sosta anche nel Belpaese. E per la prima volta sarà un Open.
Per dare a tutti i tesserati Federtennis la possibilità di misurarsi con le stelle WPT, gli organizzatori, fra cui la Federazione e la Nsa Group, hanno previsto un torneo di quattro o cinque tappe con master finale: ai migliori giocatori (sei nel maschile e cinque nel femminile) si apriranno le porte dell’Olimpo del padel. In palio sette wild card per le fasi di pre-qualificazione e quattro per l’accesso diretto al tabellone principale.
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Ancora da sciogliere alcuni nodi come il nome della città che, dal 31 agosto al 6 settembre, dovrà ospitare l’evento. Due le città in ballottaggio: Roma e Cagliari. Se la seconda è un’assoluta novità, premiata anche per la bellezza della sua terra, la capitale è il simbolo del movimento italiano: qui nel 2016 si è svolto il primo torneo-esibizione targato WPT e, lo scorso novembre, il primo Europeo con la vittoria della nazionale maschile.

Due città, due visioni differenti di organizzazione. Secondo le prime indiscrezioni, a Roma potrebbero essere allestiti tre campi nel Foro Italico: due accanto all’area hospitality, uno sulla terra rossa del Pietrangeli. In Sardegna, invece, si giocherebbero i match a due passi dalla spiaggia di Poetto grazie alla costruzione di un mini-stadio temporaneo.

“I tempi per ospitare un evento WPT sono oggi maturi, il padel è una bellissima realtà anche nel nostro Paese”.

A parlare è Luigi Carraro, numero uno della Federazione Internazionale Padel. Grazie anche al suo impegno d’intermediazione fra tutti gli attori è stato raggiunto un accordo dopo anni di trattative. E il suo ringraziamento va alla Fit e al suo Comitato Padel con i quali “puntiamo a ospitare anche altri eventi internazionali di primo piano, un’occasione importante per tutti per crescere e migliorare”.

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Tanta è l’attesa per il primo Open in Italia. E non vale solo per gli azzurri che, in assoluto, contano ancora poche presenze nel circuito. Come ci confessa Carlotta Casali, numero 89 del mondo, c’è grande fibrillazione anche fra le stelle spagnole e argentine, alcune delle quali militano già da tempo nella Serie A di padel. “Un appuntamento che tutti aspettavano con impazienza perché amano il nostro Paese, l’ospitalità, il fascino e il sapore del tutto particolari che avrà la tappa”. Per la padelista, che da anni si allena e gioca a Madrid, “disputare una tappa Open è la prova tangibile che fanno sul serio e il mio augurio è che diventi una tappa fissa del miglior circuito al mondo”.
 

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Chi si sta allenando duramente per iniziare la nuova stagione al massimo della forma è Michele Bruno. Talento romano del tennis e del padel, grazie ai trofei conquistati l’anno scorso è salito sul tetto d’Italia. “Se oggi sento pressioni come numero uno del ranking? Assolutamente no perché non devo dimostrare niente a nessuno: sono anzi tutti stimoli a giocare sempre bene e al massimo della concentrazione”, si schermisce l’atleta. Certo, la voglia di misurarsi con i fenomeni del World Padel Tour è tanta anche perché, al di là delle presenze con la maglia azzurra, vanta ancora poca esperienza. Non mancheranno però le occasioni come i tornei organizzati dalla Federazione Internazionale di Padel a cui Bruno prenderà parte. Una serrata road map che lo avvicinerà (e lo preparerà) all’appuntamento principe del 2020.

 

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