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Campionato europeo di padel, il cammino azzurro sotto il segno di Vibor-A

Lunedì hanno preso il via gli Europei di padel. Quattro gli italiani che giocano Vibor-A e Superpaddle. Dalla loro bocca scopriamo come sta andando in Portogallo.

IMG-20171114-WA0038.jpgC’è anche un po’ di Vibor-A e Superpaddle in questa Nazionale, maschile e femminile, impegnata all’XI Campionato Europeo di padel. A scendere sui campi del Rock 4 Padel e del Play Padel, impugnando le racchette con il disegno del serpente, simbolo distintivo del noto brand spagnolo di cui Superpaddle è distributore ufficiale per l’Italia, sono Sara Celata, Martina Lombardi, Chiara Pappacena e Michele Bruno.

All’indomani dell’esordio azzurro negli Open – torneo che ha lasciato molto amaro in bocca anche per alcune eliminazioni a sorpresa – ieri è toccato finalmente alle squadre nazionali scendere in campo per la fase a gironi.

23518872_1992526637695987_9154782250988056163_n.jpgL’Italia femminile di coach Agnini ha esordito sul velluto, imponendosi facilmente su una Finlandia decisamente non all’altezza della compagine azzurra. A scendere per prima sul campo da padel è stata l’affiatata coppia Vibor-A formata da Chiara Pappacena e Martina Lombardi, entrambe giocatrici Black Mamba Edition. Pur essendo sulla carta un match assolutamente abbordabile, per loro era importante dimostrare di aver superato la scottante delusione per l’eliminazione negli Open contro il duo Wyckaert-Berenger, teste di serie per il Belgio.

La risposta attesa dal ct della Nazionale Roberto Agnini è arrivata puntuale: Pappacena-Lombardi si sono imposte con un agevole 6-0 6-0. “Abbiamo giocato molto bene fin da subito – racconta da bordo campo Chiara Pappacena – e abbiamo imposto il nostro gioco su avversarie tecnicamente inferiori rispetto a noi”. È una Pappacena molto soddisfatta anche per il cambio racchetta: dopo anni di soddisfacente connubio con la sua Yarara, in vista di questo Europeo l’atleta azzurra è passata alla Black Mamba Edition, “un modello fantastico perché la sento molto compatta per il mio gioco”.

IMG-20171114-WA0060.jpgRiavvolgendo il nastro dell’incontro fra Pappacena-Lombardi e le belghe Wyckaert-Berenger negli Open, per le italiane non sono mancate le occasioni di capovolgere l’esito della partita e questo ha contribuito a lasciar loro un po’ di delusione. Il sorteggio è stato sfortunato la prestazione non è stata al 100% delle loro capacità.

Come ha ammesso la stessa Pappacena, “siamo partite un po’ tese perché era pur sempre un esordio all’Europeo e l’ansia si fa sempre un po’ sentire”. Dopo aver perso il primo set 6-3, per le azzurre entrare in partita è stato difficile ma ci hanno provato dalla metà del secondo set. A poco è servito: le belghe hanno chiuso i giochi vincendo 6-4. “Non siamo state in grado di sfruttare le occasioni a nostro favore e purtroppo in questi contesti, se non le sfrutti, perdi. Non siamo ancora abituate a giocare delle partite come queste dove è fondamentale mantenere sempre la calma e reggere scambi lunghissimi”. È l’analisi lucida di Martina Lombardi che, nonostante l’amarezza per il passo falso all’esordio negli Open, sta vivendo questa nuova esperienza con la maglia azzurra dopo i Mondiali a Cascais.

IMG-20171114-WA0058.jpgTesta di serie italiana in questa edizione del Campionato europeo in Portogallo è Sara Celata che insieme alla sua compagna Sandrine Testud sta marciando veloce verso le fasi finali degli Open. Dopo le vittorie sulle inglesi Norton-Nakamura prima e sulle olandesi Ettekoven-Koek poi, le veterane italiane sono state ieri a disposizione di coach Agnini per il primo match della formula “Team” contro la Finlandia, sconfitta agevolmente. La campionessa, che scende in campo con una Yarara Vibor-A, analizzando il cammino negli Open e in particolar modo la partita contro le olandesi, ha detto: “Insieme a Sandrine abbiamo iniziato la partita molto male; poi grazie all’esperienza e alla sintonia fra noi abbiamo risalito la china e capovolto il risultato”. Il loro segreto? “Non abbiamo mai mollato, ci conosciamo alla perfezione e insieme, punto dopo punto, abbiamo iniziato la grande rimonta”. Ai quarti se la vedranno contro le temibili padrone di casa Filipa Mendonça e Ana Catarina Nogueira in programma giovedì.

IMG-20171114-WA0049.jpgQuesta mattina il big match sarà contro la Svezia, nazionale temibile contro la quale l’Italia si giocherà il passaggio del girone. “La speranza è di superare la fase iniziale come prime per evitare il muro spagnolo”, ha dichiarato Sara Celata. “Sono contento per quanto hanno fatto le giocatrici ieri in campo contro la Finlandia: si sono mostrate attente”, ha raccontato il commissario tecnico della nazionale Roberto Agnini, raggiunto al telefono. “Quelle contro la Svezia saranno tre partite combattute: le ragazze sono unite e come me hanno tanta voglia di fare tanto che subito dopo la partita d’esordio contro la Finlandia siamo tornati in campo per allenarci e prepararci al meglio in vista di questo delicato appuntamento”. A seguire l'Italia affronterà la Svizzera (ore 14.30).

23561792_10214153477131883_8882084279184791590_n.jpgNel maschile Michele Bruno, anche lui estimatore della racchetta Vibor-A Yarara Champ Edition, si fa notare insieme al suo compagno Gianmarco Toccini. Dopo aver superato agevolmente la coppia finlandese Carlsson-Laine (6-1 6-0), hanno vinto i tedeschi Schmidt-Boehnke in un match al cardiopalma: dopo aver perso il primo set 6-3, i due azzurri ritrovano sé stessi e il proprio gioco, vincendo gli altri due set 6-1 6-4. Purtroppo ieri Bruno e Toccini hanno dovuto cedere le armi di fronte agli austriaci Sotiriu-Bierent in tre set (4-6 6-2 6-2). Il passaggio avrebbe significato per loro i quarti negli Open.

"È stata una partita che avremmo potuto vincere - racconta al telefono Michele Bruno - perché, dopo esserci portati a casa il primo set, nel secondo non abbiamo sfruttato la possibilità di break iniziale e siamo capitolati. Nel terzo non eravamo più concentrati e siamo calati". "Per me e Gianmarco si trattava delle prime partite insieme: non ci siamo trovati male ma sicuramente gli avversari erano più coppia".  

Per le foto si ringrazia Roberto Agnini.

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