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Manutenzione campi paddle: ecco tutti i segreti

Dall’esperienza Superpaddle, in arrivo utili suggerimenti per la manutenzione dei campi da paddle, a cominciare dalla cura del manto in erba sintetica. I migliori consigli di Stefano Magnaldi, partner tecnico di Superpaddle, grande esperto "sul campo", in tutti i sensi!

Una perfetta manutenzione dei propri campi da paddle è indispensabile non soltanto per la sicurezza di giocatori e allievi, ma anche per un discorso di estetica e di giocabilità della struttura. Il successo di un circolo, la capacità di creare intorno a sé nugoli di appassionati e aficionados dipenderà in primo luogo da come si presentano i campi da paddle al pubblico.

Per questo abbiamo intervistato Stefano Magnaldi, con il quale Superpaddle ha stretto una partnership per la realizzazione di campi da paddle di eccellente qualità in tutta Italia. Grazie alla sua esperienza e professionalità siamo riusciti a carpirgli qualche trucchetto per mantenere sempre i campi al 100% o, almeno, ad allungargli la vita!

DSC_0109.JPGLa parte più delicata e che merita maggior cura e attenzione è sicuramente il tappeto in erba sintetica. “È da lì – sottolinea Magnaldi con voce sicura – che un praticante giudica la struttura e la qualità del gioco”. Il manto è, in sostanza, il biglietto da visita di un circolo, quello che contribuirà a far tornare il giocatore altre volte.

A parte la qualità del materiale con cui è realizzata l’erba sintetica o il brand specializzato nella confezionamento del tappeto, l’elemento che più di tutti condiziona il gioco all’interno della gabbia è la sabbia. “La sabbia – spiega il partner tecnico della Superpaddle – consente alla palla di rimbalzare, permette un giusto rimbalzo se distribuita uniformemente e, infine, preserva il tappeto garantendone la durabilità se sparsa nelle giuste quantità”.

Ma quanta sabbia deve avere un campo da paddle? È questa una delle criticità che non sfugge agli occhi dei giocatori più attenti ed esigenti. Generalmente in una nuova struttura con filo d’erba alto 12 mm si dovrebbero spargere 120 sacchetti da 25 kg ciascuno.

IMG_20170622_225340655.jpg“Appena spargiamo la sabbia sul campo da paddle – prosegue Stefano Magnaldi – noteremo un effetto particolare: il tappeto ci sembrerà una distesa di sabbia. Perché un campo nuovo entri a regime dovranno passare almeno 50 ore di gioco”. I padelisti, infatti, correndo e muovendosi all’interno della gabbia smuoveranno la sabbia facendo sì che essa scenda al di sotto del pelo d’erba. All’inizio la sinteticità e spessore dell’erba rappresentano un ostacolo al suo penetramento.

Dunque, perché su un campo da paddle si possa giocare sempre con grande soddisfazione dei frequentatori, è necessario ridistribuire periodicamente la sabbia sul tappeto. I giocatori, infatti, muovendosi per il campo la spostano facendola accumulare ora dopo ora lungo le pareti perimetrali e vicino alla rete. L’effetto, visibile subito a occhio, finisce per rovinare un bel match.

La redistribuzione della sabbia sul tappeto in erba sintetica può avvenire in due modi: o ricorrendo a un classico ed economico spazzolone oppure facendo un piccolo investimento di 600-700 euro e acquistando un macchinario apposito dotato di spazzole rotanti. In quest’ultimo caso i benefici saranno multipli: da una parte ridistribuirà la sabbia, dall’altra aiuterà a rivitalizzare e rialzare il filo d’erba. “Per il continuo calpestio delle scarpe sul terreno i fili d’erba tendono a incurvarsi e richiudersi su sé stessi con gravi conseguenze: passando per esempio da 12 mm a 6-8 mm, il pelo renderà il tappeto più scivoloso e la sabbia, ormai quasi tutta in superficie, consumerà ancora più velocemente il suo tessuto, abbreviandone la vita”.

DSC_0084.JPGLa longevità del tappeto dipende da altri due fattori: l’altezza del filo d’erba (più è alto e più è longevo) e dal “sottofondo”, ovvero da cosa si nasconde sotto il tappeto: il famoso (o famigerato) massetto. “Più il fondo sarà duro più si rischierà di danneggiare le ginocchia dei giocatori oltre a compromettere il tessuto del campo”. 

Generalmente i gestori e i proprietari di campi da paddle preferiscono realizzare un fondo in cemento armato abbastanza duro. Il risultato, evidente con il passare del tempo, è il veloce deterioramento della struttura. Il principale nemico è l’acqua: essendo poco drenante, l’acqua finisce per ristagnare sotto il tappeto per mancanza di “vie di fuga” e ne danneggia i materiali. La funzione drenante è garantita, in questo caso, solamente dalle pendenze strutturali garantite dalla progettazione del massetto “a schiena d’asino”, come si dice in gergo tecnico. E certamente non è sempre sufficiente.

f60aefdd3a77c5d5ed2613b1f9337378.jpgMeglio allora preferire un fondo in cemento poroso: la pavimentazione sfrutta la porosità del cemento per consentire un veloce e semplice drenaggio dell’acqua. Non si avranno pozzanghere (se non in casi veramente estremi) e si potrà continuare a giocare anche sotto la pioggia. Ai fini della manutenzione del campo, questo fondo garantisce il sintetico sempre asciutto e mai pregno d’acqua. Inoltre il campo può essere perfettamente orizzontale.

Il cemento poroso ha però una controindicazione: a differenza dell’armato non è strutturale e per questo si presta a essere utilizzato soltanto nelle aree interne del campo. Nelle zone perimetrali è necessario ricorrere a un cordolo in cemento armato, il che fa lievitare un poco il prezzo e spesso scoraggia gli investitori, che erroneamente ne trascurano i benefici.

In conclusione: il tappeto in erba sintetica di un campo da paddle, se ben mantenuto e curato con le dovute attenzioni, può durare fino a 3-4 anni prima di essere cambiato.

Superpaddle ha selezionato per i suoi campi gli ottimi manti erbosi a marchio MONDO, leader mondiale delle pavimentazioni sportive e dei manti sintetici per il paddle. Grazie a questa e ad altre scelte inerenti i materiali, e all’esperienza consolidata del suo partner tecnico, è in grado di realizzare campi da paddle imbattibili per resistenza e comfort di gioco. 

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