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La carica della generazione “Quaranta”

Le vecchie generazioni in Spagna come in Italia continuano a dire la loro. E i giovani hanno ancora tanto da imparare dalla loro esperienza e professionalità. Una carrellata dei professori World Padel Tour

Hanno ancora tanta fame di vittorie e sono lontani dal voler riporre la racchetta in cantina. La generazione “Quaranta” ha tanto da insegnare ai più giovani perché i suoi rappresentanti, come un bicchiere di vino ben invecchiato, hanno dalla loro parte esperienza e persistenza.

Non mollano fisicamente, combattono palla su palla dimostrando ancora grande atleticità e forza mentale, sono determinati e competitivi. Ma, soprattutto, hanno ancora voglia di regalare emozioni in “pista”. Lottano ai vertici della classifica e le nuove leve devono sudare per guadagnarsi l’accesso al turno.  

È un fenomeno tanto vero in Spagna, all’interno del circuito World Padel Tour, quanto in Italia. A conferma i campionati e i tornei federali dove i giovani faticano a imporsi per svariati motivi sia tecnico-tattici (come la poca esperienza nella gestione della partita) sia caratteriali (a mancare sono spesso umiltà e spirito di sacrificio).

Per questo la generazione Quaranta deve essere vista come un valido apripista verso il futuro, un esempio e una lezione di vita per crescere professionalmente. Noi abbiamo individuato alcuni modelli oltralpe che ancora oggi fanno scattare la standing ovation in torneo.

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Classe 1976, da più di venti anni all’apice della classifica mondiale. L’argentino Maxi Gabriel, giocatore Vibor-A, è un infaticabile atleta che ha chiuso la passata stagione di padel al tredicesimo posto nel ranking WPT. Oggi è un modello di riferimento per molti giocatori del circuito e, nonostante scenda in campo avendo al suo fianco Ramiro Moyano, si è sempre messo a disposizione di tutti (soprattutto dei giovani) per aiutarli a crescere professionalmente.

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Di tre anni più anziano è il brasiliano Marcello Jardim che molti di noi hanno avuto il piacere di conoscere nel 2016 durante l’Exhibition Tournament al Foro Italiaco di Roma. Di lui si va dicendo scherzosamente che abbia fatto un patto con il diavolo: alla soglia dei 44 anni regala tantissime emozioni in pista ed è preso a modello per l’esecuzione tecnica della bandeja, una delle migliori viste finora. Al fianco di Franco Stupaczuk ha chiuso l’anno al sedicesimo posto in classifica, dimostrando grande tenacia e resistenza fisica: non sono mancate prove fisiche con oltre tre ore di partita.

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Altro volto noto al pubblico del Foro Italico è Guillermo Lahoz, “il mago” come è stato ribattezzato per il genio e l’estrosità delle sue giocate. Insieme al suo compagno Aday Santana ha chiuso la stagione in grande stile: negli ultimi tornei del World Padel Tour è sempre riuscito ad approdare in semifinale. Lungi dal voler abbandonare il circuito, Lahoz giocherà al fianco della promessa Maty Marina: siamo sicuri che il giovane saprà trarre benefici dal compañero.

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Guardandolo, a nessuno verrebbe in mente che l’argentino Fernando Poggi ha in realtà superato i 40 anni. Il suo fisico atletico e scolpito, la sua figura imponente e allo stesso slanciata hanno reso questo gigante un padelista molto temuto. Al di là di ogni pronostico perché, come ormai tutti sanno perfettamente, in questo sport anche l’altezza gioca un ruolo importante. Potenza e qualità gli consentono ancora di rimanere nella parte alta della classifica: insieme ad Alvaro Cepero è al ventisettesimo posto Wpt.

Originario delle splendide Canarie, Jorgi Muñoz si caratterizza per un gioco imprevedibile ed estroso. Anche lui è un veterano, un professore di padel pronto a dare lezioni per un altro anno al suo compagno di doppio Paul Lijò. La sua arma vincente? Il gioco di precisione, in punta di fioretto.

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Altro giocatore classe 1976, l’argentino Sebastian Nerone ha già vinto tutto in carriera, toccando il tetto del padel professionistico. Il padel, come ha dichiarato in più interviste, è il motore della sua giornata, una delle ragioni di vita e per questo è ben lontano dal voler andare in pensione. La sua principale sfida è riuscire a rimanere nella parte alta della classifica, provando a tenere il ritmo dei nuovi. Questo lottatore indomito è riuscito l’anno scorso, insieme ad Alex Ruiz, a raggiungere le semifinali di Buenos Aires e a chiudere la stagione al ventiquattresimo posto.

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E infine c’è “il nonno” Gabriel Reca che, come Nerone, non ha nessuna intenzione di lasciare la pista. Professionista da più di vent’anni, ancora oggi riesce a rimanere al vertice del World Padel Tour. Quest’anno, accanto a Javier Concepcion, è pronto a dimostrare a tutti che ha ancora tanto da dare al padel mondiale. Perché per lui le pagine dello sport sono ancora bianche e tutte da scrivere.

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