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Europei 2019, mancano Spagna e Portogallo. È polemica

Intervista al numero uno del Comitato Padel, Gianfranco Nirdaci: “Il torneo organizzato dalla federazione lusitana è privo di valore. Ci saremmo aspettati da parte loro più collaborazione per l’edizione italiana, l’unica riconosciuta dalla Fip”

191021 biglietti europei padel.jpgA pensarci davvero bene, potrebbe sembrare uno scherzo. Uno scherzo spiacevole e di cattivo gusto. Eppure è proprio così: Spagna e Portogallo, le due nazionali teste di serie di ogni competizione internazionale, non atterreranno a Roma per partecipare al primo Europeo organizzato dalla Federtennis. Uno smacco che, secondo fonti accreditate, sarebbe dovuto alla recente nomina di Luigi Carraro alla presidenza della Federazione Internazionale Padel: alle urne ha sconfitto il portoghese Ricardo Oliveira.

 

La ferita deve ancora fare male se la federazione lusitana, supportata dalla neonata European Padel Association, ha organizzato un bizzarro “Contro-europeo” proprio in quegli stessi giorni della manifestazione romana. Ad attendere i portoghesi ci saranno pesanti sanzioni.

 

E proprio con il numero uno del padel italiano abbiamo parlato a margine della presentazione della rosa azzurra. Obiettivo: andare fino in fondo a una vicenda che, però, non rovinerà lo spettacolo al Bola Padel Club dal 4 al 9 novembre.

 

 

nirdaci.jpgPresidente Nirdaci, Spagna e Portogallo non ci saranno al prossimo Europeo. Ci può spiegare il motivo?

Bisogna partire dal principio. Come Federazione avevamo chiesto alla FIP di Luigi Carraro, l’unica proprietaria degli asset del Campionato Europeo, la possibilità di ospitare la prossima edizione. Edizione che ci è stata accordata.

 

E poi cos’è successo?

Il Portogallo, senza dirci nulla, ha promosso un evento simile rivolto ai Paesi europei nella stessa data e con lo stesso nome del nostro evento.

 

Alquanto bizzarro, direi…

Una bizzarria che ha sollevato un tema: riconoscere o meno un’istituzione. Parlo per me: io sono abituato a riconoscerle.

 

Il “Contro-Europeo” lusitano ha inoltre avuto l’appoggio dell’European Padel Association, un’associazione fondata a gennaio del 2019 che conta oggi 19 membri. L’Italia non aderisce?

È un’associazione che non ha nessun valore: deve ancora avviare l’iter perché sia ufficialmente riconosciuta dalla stessa Federazione Internazionale. Pertanto, allo stato attuale dell’arte, quell’appuntamento portoghese rimane un evento privato. Non capisco come faccia a nascere un’associazione che organizzi una manifestazione sportiva priva di alcun riconoscimento internazionale.

 

Eppure la stanno organizzando…

Sì, ma è un fatto privo di logica. È come dire: la prossima volta che c’è un Mondiale di padel, lei e io facciamo un’associazione per organizzare un evento parallelo. Che valore potrà mai avere? Io credo nelle istituzioni.

 

bruno1.JPGIl comportamento della federazione portoghese potrebbe essere stato scatenato dalla mancata elezione del suo rappresentante Ricardo Oliveira?

Mi sembra lampante. Luigi Carraro è stato eletto democraticamente tramite il voto di ogni Paese membro della Fip. Mi sarei aspettato una stretta di mano al vincitore come preludio per una collaborazione anche polemica, per carità, ma sempre all’interno dell’organo federale.

 

E invece hanno tirato questo scherzetto…

Sì, un’assurdità. Non credo si amai accaduto prima. Per fortuna, però, abbiamo la solidarietà del World Padel Tour che ci ha dato pieno sostegno e, in più, molti giocatori spagnoli stanno dando adesione per l’Europeo a coppie.

 

A proposito del Campionato a coppie: anche questo è stato terreno di scontro, ma questa volta interno. Molti giocatori hanno criticato la scelta di un torneo di qualificazioni per ottenere le wild card. Come mai questa scelta?

Solitamente la federazione sceglie a chi destinare le wild card. In questo caso avevo io la possibilità, ma ho preferito dare a tutti la possibilità di poter accedere al torneo a coppie. Fino a quando sarò presidente del Comitato, premierò sempre i giocatori che hanno dimostrato sul campo di essere i più forti. 

 

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