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Ares, vi presentiamo la nuova collezione di Vibor-A

Oltre alle top di gamma, il marchio spagnolo ha lanciato una nuova serie di racchette più economiche e destinate a giocatori meno esperti. In questo articolo vi parliamo del modello Arrow

Tra neofiti e appassionati sentiamo ripetere spesso un ritornello: parlando dei modelli top di gamma, rispetto al tennis le racchette da paddle hanno prezzi spesso inavvicinabili. A far lievitare i costi non è soltanto il ricorso al carbonio, quanto anche la particolare tecnica con cui vengono realizzate. Certo, esistono racchette anche di poco valore, ma possiamo davvero far affidamento sulle loro qualità? E, soprattutto, sulla loro longevità?

Da oggi, per venire incontro a un pubblico di giocatori poco esperti ma desiderosi comunque di impugnare modelli che poco hanno da invidiare ai top di gamma, Vibor-A ha lanciato la nuova collezione Ares. Racchette sempre in carbonio ma più economiche e meno tecniche

untitled.pngLa gamma si chiama Ares, nome che rievoca il dio della guerra nell’antica Grecia. In tutto saranno sei modelli, una limited edition dedicata alla Vibor-A Club, porteranno i nomi di micidiali armi e saranno tutti molto colorati e accattivanti, proprio come ormai ci hanno insegnato gli spagnoli del noto marchio, punto di riferimento per il paddle in tutto il mondo.

In Italia saranno importati dalla SuperPaddle che al momento ne distribuirà tre tipi: la Club Edition, la Spear e la Arrow.

Iniziamo presentandovi proprio quest’ultima. A parte il profilo che mantiene i tradizionali 38 mm, a cambiare rispetto alle “sorelle” sono i disegni di manico e piatto. Vibor-A ha optato per uno grande a goccia: rispetto alle altre due forme, ovvero rotonda o a diamante, quest’ultima permette il giusto compromesso fra potenza e controllo, avvalorato in modo particolare dalle dimensioni del piatto.

img_foto1_1475135191_0.14621600.jpgA spiegarci le potenzialità e le qualità della Arrow è il giocatore Martìn Sànchez Piñeiro, membro del Team Vibor-A e attuale numero 30 del ranking. La prima volta che è sceso in campo con quel modello è stato in occasione del World Padel Tour di Barcellona. Da allora, come dichiara lo stesso atleta in un’intervista, non ne ha più potuto fare a meno, scalando posizioni in classifica generale. “Sono un giocatore alla ricerca sempre di nuove sensazioni ma, una volta provata la Arrow, mi sono fatto conquistare dalle sue impressionanti qualità”.

Qualità che lo hanno aiutato a esprimere al meglio il suo gioco. “È un tipo di racchetta molto aggressivo – spiega Martin Sanchez – senza però trascurare l’aspetto del controllo. Mi aiuta a dare effetto alla palla e anche nelle situazioni più ingarbugliate e delicate sa come tirarmi fuori”. “Inoltre – continua il giocatore del World Padel Tour – è ideale per giocatori da fondo campo, perdona l’errore anche quando la pallina non è colpita perfettamente al centro della racchetta, sa essere micidiale in fase di attacco”.

Tutte queste caratteristiche rendono la Arrow un modello ideale per giocatori grintosi, affascinati da un gioco potente e desiderosi di maneggevolezza. Padelisti che, come Martin Sanchez, amano il dinamismo, il rischio e “l’anticonformismo”.

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