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Allenamento paddle: gli esercizi migliori prima di scendere in campo

Abbiamo intervistato Giorgio Centi, fisioterapista da sempre al fianco di giocatori ed esperto di sport di racchetta: ecco come fare per prevenire epicondiliti e altri dolori fastidiosi

“Essendo uno sport dai movimenti rapidi e repentini, il giocatore di paddle si troverà a sollecitare un po’ tutte le articolazioni degli arti inferiori come caviglie, ginocchia o anca”. A spiegarci in chiave medico-fisioterapica il paddle è Giorgio Centi, di professione fisioterapista.

Supportati dalla sua lunga esperienza sui campi e al fianco di giocatori, scopriremo gli esercizi migliori per giocare a paddle evitando dolori e fastidi per le nostre articolazioni

Poiché il paddle al pari di tanti altri sport, fra tutti il famigerato calcio a cinque, è scandito da spostamenti laterali, cambi di direzione, scatti brevi, movimenti repentini, dal punto di vista fisico e atletico ci deve essere un buon allenamento sia sulla parte inferiore del corpo sia su quella superiore.

DSC_0067.JPG“Come nel caso del tennis, anche il paddle è uno sport asimmetrico coinvolgendo un solo braccio”, precisa il fisioterapista che poi avverte: “Bisogna perciò allenare molto bene i muscoli estensori e flessori dell’avambraccio così da tenere lontano lo spettro dell’epicondilite”. Tipologia di allenamenti mirati che i professionisti del World Padel Tour mettono in pratica quotidianamente e prima di scendere in campo.

Fondamentale diventa lo stretching prima e dopo il match. Un’accortezza a cui spesso non badiamo per pigrizia o negligenza ma che invece richiederebbe massima cura, proprio nell’ottica di salvaguardare il nostro corpo. “Tra gli esercizi da compiere prima di scendere su un campo da paddle, non dimenticatevi quelli relativi alla capsula articolare della spalla, sia anteriore sia posteriore”.

Schermata 2017-07-04 alle 13.03.51.pngPerò, oltre allo stretching, diventa importante completare la fase di riscaldamento facendo esercizi di rinforzo dei muscoli sollecitati nei tre piani del movimento. A spiegarceli lo stesso Giorgio Centi: “Non fermatevi solamente a curare i movimenti di estensione e flessione del muscolo ma concentratevi anche nel simulare movimenti che poi andrete a eseguire sul campo da paddle: rotazione e inclinazione”. Ovvero torsioni dell’avambraccio che simulino i colpi, all’inizio senza racchetta e poi impugnandone una. Infine, per chiudere la fase di riscaldamento prima di una partita, misurarsi nel classico palleggio con l’avversario.

DSC_0165.jpgPer ottenere un buon risultato, occorre munirsi per esempio di un elastico perché “dà una resistenza ‘accomodante’, ovvero restituisce la forza impartita da un giocatore senza sovraccaricare lo sforzo fisico”.

Per quanto riguarda il riscaldamento delle gambe, ecco altri consigli del fisioterapista Centi: “Oltre allo stretching sono utili una breve corsa all’inizio leggera e poi con ritmo più sostenuto, saltelli sul posto aiutandosi magari con una corda, e infine piccoli scatti”.

Alla fine di una partita la maggior parte dei giocatori, soprattutto a livello amatoriale e non agonistico, abbandona il campo senza fare stretching. È un errore comune, ma non sempre lo stretching di fine partita è consigliato. “Se ci sono stati traumi durante il match il padelista non deve assolutamente fare esercizi: se ha sentito una fitta muscolare e ha continuato a giocare col fastidio e magari era un inizio di lesione, con lo stretching rischiereste di aggravare la lesione”.

 

4 esercizi consigliati

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Esercizio 1
Capsula posteriore della spalla: portare il braccio in estensione al di sotto del mento e cercare di avvicinarlo il più possibile al proprio petto.

Esercizio 2

Capsula anteriore della spalla: appoggiare il braccio su una superficie verticale come un palo per esempio e cercare di lasciarcelo dietro il nostro corpo ruotando il tronco.

 

Esercizio 3

Scioglispalla: roteare le braccia simultaneamente e poi in modo alternato

 

Esercizio 4

Gambe: skip, calciata dietro, scatti e cambi di direzione avanti e indietro aumentando gradualmente la velocità degli esercizi.DSC_0060.JPG

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