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Tecnica, ripassiamo i colpi base del padel

Approfittiamo della settimana di Ferragosto per rispolverare gli aspetti tecnico-tattici di servizio, bandeja, volee, smash e pallonetto

Quest’anno, grazie agli insegnamenti di alcuni maestri italiani, abbiamo scoperto i segreti per eseguire al meglio i cinque colpi base nel padel: servizio, pallonetto, volee, bandeja, smash. Naturalmente non abbiamo preso in considerazione il dritto e il rovescio senza i quali è impossibile dare avvio a uno scambio all’interno della gabbia.

 

Approfittiamo della settimana di Ferragosto per un ripasso generale a livello di tattica e tecnica per tornare poi sui campi da padel più agguerriti che mai. 

 

carusi.jpgIL SERVIZIO

A differenza di quanto si possa pensare e contrariamente a quanto avviene nel tennis, il servizio nel padel non è un colpo “vincente”. Se a livello amatoriale sono frequenti gli ace, man mano che il livello si alza muta il ruolo della battuta. Osservare una partita del World Padel Tour è sicuramente una “palestra di vita”: il servizio serve quasi esclusivamente a mettere la palla in campo, iniziare lo scambio con i nostri avversari permettendoci di salire velocemente e agevolmente a rete. Come abbiamo visto in un precedente articolo, è dalla nostra posizione offensiva che possiamo dettare lo scambio, aprendoci la strada al punto. L’importante è variarlo, cercando di alternare la ricerca della profondità al rimbalzo a parete, al lift o al back.

 

DSC_0147.JPGIL PALLONETTO

 È uno dei colpi a cui amatori e professionisti ricorrono molto spesso. Anche qui, come nel caso della battuta, si pensa erroneamente che il pallonetto (o globo) abbia soltanto natura difensiva. In realtà, nel padel, viene utilizzato per “cacciare” a fondo campo gli avversari e conquistare così la rete. Se in più lo carichiamo d’effetto, saremo in grado di mettere seriamente in difficoltà l’altra coppia. L’impugnatura è continental e dobbiamo sfruttarla per eseguire un morbido swing verso l’alto chiudendo il follow-through abbondantemente sopra le spalle. Si può così “spazzolare” il colpo verso l’alto-avanti in modo molto deciso, con la componente principale del controllo di profondità a prescindere dalla sola forza impressa. Ricordatevi che per giocare un pallonetto efficace dovremo avere una palla comoda da giocare perché richiede estrema precisione.

 

tordi-copertina1.JPGLA VOLEE

Anche in questo caso un paragone con il tennis può esserci d’aiuto per capire meglio la volee. Se sulla terra rossa, sull’erba o sul cemento i tennisti professionisti l’hanno quasi dimenticata, preferendo un gioco aggressivo da fondo campo, nel padel ci troveremo a eseguirla molto spesso. Nella quasi totalità dei casi, infatti, la chiusura del punto è determinato dai giocatori a rete. La volee è un colpo che ci permette di tenere le redini dello scambio, creare i presupposti del punto, costringere gli avversari a sbagliare, dettare il ritmo. È certamente un colpo bello e, a dispetto di quanto si possa credere, anche difficile da eseguire: i neofiti, infatti, hanno il “viziaccio” di imprimere troppa forza alla volee con l’esito di spedire la palla contro la parete o la rete. Il controllo, la precisione e la lavorazione della palla sono invece aspetti di primaria importanza nella sua esecuzione. Come ci ha spiegato Alberto Tordi, esistono diverse tipologie di volee: dalla smorzata al dropshot, dal colpo di chiusura a quello interlocutorio.

 

pomponi1.JPGLA BANDEJA

Colpo principe ed esclusivo del padel è la bandeja. Il suo ruolo è interlocutorio: ci permette infatti di riprendere la rete velocemente quando gli avversari, per spedirci a fondo campo, eseguono un pallonetto troppo corto. È un colpo che ci permette di non perdere l’iniziativa nello scambio. Il buon senso, è il consiglio del maestro Superpadel Nicola Carusi, ci suggerisce di colpire al volo ogni palla che rimbalzi all’interno del rettangolo. Se la traiettoria è più lunga e oltrepassa questa riga, meglio aspettare il rimbalzo e affidarsi, in caso, alla tecnica di uscita da parete. Alla forza e alla potenza meglio prediligere la lavorazione del colpo con un po’ di back, evitando così che la palla si alzi dopo l’impatto con la parete. I principianti commettono lo stesso errore: voler imprimere alla bandeja la potenza invece di prediligere la precisione e il piazzamento della palla.

 

bruno finale_0295.JPGLO SMASH

È il colpo più spettacolare nel padel perché, se eseguito correttamente, porterà la palla a uscire dal campo dopo il rimbalzo a terra. Un risultato che tutti, sia neofiti sia habitué, ricercano con insistenza, finendo spesso per forzare sia lo smash sia la situazione tattica di gioco. Lo smash è l’unico veramente finalizzato alla chiusura del punto. Che sia un “per-tre”, “un per-quattro” o semplicemente che la palla torni dopo il rimbalzo nel nostro campo, annullando ogni velleità per i nostri avversari di continuare lo scambio, è un colpo che richiede grande tecnica e non solo potenza. Oltre all’agilità negli spostamenti e una buona postura del corpo.

Esistono due differenti modi di tenere la racchetta da padel. All’inizio ogni istruttore vi consiglierà di stringere il manico con un’impugnatura continental. Quando sarete entrati in confidenza con il colpo, potrete allora ruotare leggermente il polso verso una eastern di rovescio: la palla uscirà dal piatto un po’ più carica d’effetto “topspin” (l’impatto deve avvenire dietro la testa con il corpo a sinistra rispetto alla palla). 

Anche per l’impatto esistono due vie: o con il piatto della racchetta rivolto verso terra oppure leggermente in top. La scelta dipende dalla vostra posizione al momento dell’esecuzione.

Se siete in prossimità della rete, il consiglio è di colpire la palla da padel con la racchetta piatta. Altrimenti, lontani dal net, dovrete caricare il colpo di più effetto così che possa rimbalzare sul vetro di fondo e uscire lateralmente. In questa situazione dovrete ricorrere al top.

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