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Tecnica, Andrea Serami ci svela i segreti del globo

Colpo fondamentale nel padel, è poco valorizzato dai giocatori di basso-medio livello perché ritenuto difensivo. E invece il maestro dell’Ondina Generali ci spiega quanto possa essere micidiale in partita

DSC_0081.JPGChe il pallonetto (o globo per gli spagnoli) sia un colpo difensivo e poco efficace nel padel, è una convinzione molto diffusa fra i principianti e i giocatori di medio-basso livello. Peccato, però, che sia sbagliata. Per scoprirne i segreti e apprendere la tecnica d’esecuzione, abbiamo fatto visita ad Andrea Serami, giocatore Vibor-A e istruttore di padel nel nuovo circolo Ondina Generali: “Una chicca nel cuore di Roma lungo l’argine destro del Tevere”, lo ha definito Raffaello Leonardo, responsabile delle attività del club.

Chi ha fatto del globo un’arma micidiale è Fernando Belasteguin. Pensate che, secondo quanto ci ha rivelato l’entourage del campione argentino, sarebbe proprio questo il suo colpo migliore. WPTLisboa-Fernando-Belasteguin.jpgLa tecnica richiesta è molta, a differenza di quanto si possa credere; la capacità del numero 8 World Padel Tour è sopraffina: è in grado di alzare la palla secondo necessità (5, 10 15 metri) e di indirizzarla dove vuole, dimostrando grande controllo e precisione. E sono proprio queste due le qualità richieste per un’esecuzione perfetta.

Come scendiamo le scale di Lungotevere delle Armi 44, si fa incontro un sorridente Andrea Serami. Il maestro e affezionato giocatore alla Black Mamba Liquid Edition ci mostra subito il campo da padel dell’Ondina Generali. Qui sono tutti entusiasti della struttura realizzata dalla Superpadel: “Presto – ci confida l’istruttore – vedrà la luce un secondo campo perché la domanda è in forte crescita”.

 

L’ESECUZIONE

Come per tutti gli altri colpi di cui vi abbiamo parlato approfonditamente, anche in questo caso l’impugnatura è la continental. “Da non confondere con quella a martello – avverte Andrea Serami – perché dobbiamo formare una ‘V’ tra l’indice e il medio”. La continental è una via di mezzo fra l’impugnatura a martello e una leggera eastern di dritto.

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Dalla posizione di attesa, con i piedi distanti fra loro 40 cm circa, passiamo alla fase di apertura del braccio con rotazione del busto. La testa della racchetta deve puntare in basso e poi, al momento dell’impatto con la palla, deve tracciare un morbido swing verso l’alto chiudendo il follow-through abbondantemente sopra le spalle. Si può così “spazzolare” il colpo verso l’alto-avanti in modo molto deciso, con la componente principale del controllo di profondità a prescindere dalla sola forza impressa. Si deve assolutamente saper “dare del tu” alla palla, insomma, altrimenti l’errore di misura è inevitabile.

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“Al momento dell’impatto – si raccomanda l’istruttore di II livello – il corpo e i piedi devono trovarsi dietro la palla per spingere in maniera efficace”. Sottolinea come “nell’esecuzione del globo siano indispensabili precisione e controllo, la potenza ricopre un ruolo marginale”. Da evitare, infine, l’effetto in top perché la palla rimbalzerebbe troppo, favorendo una comoda uscita di parete agli avversari.

 

LA TATTICA

A differenza del tennis (non consideriamo in questa sede il lob liftato), il pallonetto nel padel è un colpo offensivo perché ci permette di prendere la rete e comandare, così, lo scambio. 

È uno dei pochi colpi nel padel, insieme per esempio alla chiquita, che ci permette di trasformare una situazione di difesa in una d’attacco”. Il suggerimento di Andrea Serami è di optare per il globo “quando possiamo giocare una palla facile, che non sia tagliata né troppo bassa, perché l’esecuzione richiede estrema precisione”.

Dove dirigere il colpo? “Beh, noi maestri consigliamo di scegliere sempre una porzione fra il centro e la diagonale: il giocatore ha più campo davanti e riduce così l’errore”. Può capitare, però, di giocare il globo quando si è in ritardo sulla palla per non scoprire i fianchi all’avversario.

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È il caso di sfatare poi un altro mito: il pallonetto non è un colpo esclusivo del compagno a destra. Lo stesso Belasteguin, che presidia da sempre la zona sinistra della gabbia, lo ha reso l’asso nella manica. Certo, chi gioca a destra lo utilizzerà più spesso per costruire il punto al partner, ma entrambi devono scendere sul manto sintetico sapendo che sarà una freccia in più nel proprio faretra.

“Difficilmente lo utilizzo in risposta a un servizio, a meno che non sia lento: spesso scelgo il globo quando gli avversari giocano una volee verso il centro del campo”, ci racconta Andrea Serami, a sinistra nei tornei.

Il pallonetto deve essere più alto che profondo per mettere comunque in difficoltà gli avversari: sarebbero costretti a cercare l’impatto con una palla spiovente e insidiosa.  E come ci dovremmo comportare tatticamente dopo questo errore? Per Andrea Serami non ci sono dubbi: “Venite a fa’ lezione”. 

 

DSC_0154.JPGDSC_0147.JPGDSC_0124.JPGDSC_0118.JPGDSC_0109.JPGDSC_0105.JPGDSC_0093.JPGDSC_0090.JPGDSC_0081.JPGDSC_0068.JPGDSC_0064.JPGDSC_0063.JPGDSC_0061.JPGDSC_0057.JPGDSC_0055.JPGTecnica Andrea Serami ci svela i segreti del globo
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