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Nuovo dpcm, si può ancora giocare a padel?

In vigore dal 6 novembre al 3 dicembre, il nuovo decreto Conte non spegne la passione dei padelisti: non si potrà giocare in tutta Italia e a tutti gli orari, ma si potrà continuare comunque a scendere in campo

Il padel è salvo. Non si potrà giocare a tutti gli orari, in tutti i circoli e in tutte le Regioni, ma gli appassionati – lo zoccolo duro del movimento – potranno ancora scendere sul campo da padel in gran parte d’Italia.

Con la firma dell’ultimo Dpcm, in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre, per questo amatissimo sport si sono aperti nuovi scenari. Nonostante l’ulteriore giro di vite voluto dal premier Conte – ulteriore perché va a inasprire le misure già adottate all’interno del decreto 25 ottobre – gli sport di racchetta “sopravvivono” e i circoli possono tirare un sospiro di sollievo. Non tutti, naturalmente. Perché nelle zone classificate come “rosse” e, in parte, “arancioni” sono stati messi i lucchetti agli impianti sportivi.

Così in Piemonte e Lombardia, Valle d’Aosta e Calabria, le Regioni colpite più duramente dal Covid-19, la vita si è arrestata come a marzo. Qui è scattato il lockdown e, per i prossimi quindici giorni, si potrà fare sport solo all’aria aperta e in forma individuale, rimanendo nei pressi della propria abitazione.
Nelle zone arancioni, Puglia e Sicilia, si potrà giocare a padel sui campi outdoor, ma bisogna esser sicuri che ce ne siano in città perché non si potrà uscire dal proprio Comune di residenza o domicilio. Le sfide con gli amici non potranno andare oltre le 21.30 perché alle 22 scatterà in tutta Italia il coprifuoco.
Orario che interessa, quindi, anche chi vive nelle zone gialle, dove il livello di allerta è più basso e le restrizioni più “blande”. Qui ci si potrà muovere per tutto il territorio senza necessità di autocertificazioni, ma sempre entro le dieci di sera.

 

Investire nel paddle
Per i circoli è stata una giornata da fiato sospeso, di grande attesa e studio: pubblicato il Dpcm definitivo, hanno inondato le chat e i gruppi WhatsApp con le raccomandazioni, i comportamenti da tenere in campo e fuori, i protocolli di sicurezza e la gestione degli spogliatoi. Spogliatoi che, almeno fino al 3 dicembre e salvo nuove disposizioni, saranno inaccessibili.
Continuano a masticare amaro i club con campi indoor, “sigillati” in parte già a fine ottobre dove, però, l’attività agonistica poteva comunque proseguire. E la protesta è montata sui social dove alcuni giocatori hanno duramente contestato la decisione. Giocare a padel anche al coperto, hanno scritto nei post, è più sicuro di andare al mercato rionale o in un centro commerciale: qui è più complicato garantire il distanziamento sociale.
Altra incognita riguarda le competizioni nazionali come circuito Slam e campionato a squadre. Se fino a ieri potevano essere svolte, con il decreto del 6 novembre bisognerà passare per il Coni e il Cip (Comitato italiano paralimpico) cui spetterà il compito di stabilire quali siano di riconosciuto interesse nazionale e quali no. Soltanto alle prime sarà dato il lasciapassare.

 

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